Con o senza

Con la simmetria imprecisa delle serate a ronzare con gli amici. Con le idee scivolate a capofitto come il vino quando hai vene assetate d’amore. Con le tue fissazioni sulla gente e l’incredibile effetto che fai alle persone. Con la tua dolce trasmissione degli occhi quando mastichi un sorriso e chini il capo sulla mia spalla. Con queste elezioni alle porte per giocare alla democrazia. Con l’estate addormentata mentre il mare non smette di regalarci onde che sono canzoni. Con le tue mani così fredde quasi come i piedi di una montagna. Con i comici che si stanno estinguendo e la tua intelligenza che sa osare sopra i divieti. Con la timidezza sexy di un tentativo e una slavina di inchiostro pronta a irrompere poesie. Con certe storie mai storie, ma ancora storie possibili o impossibili. Con il tuo petto che mi esplode davanti mentre nomino al mio cuore i tuoi istanti complici. Con queste telefonate noiose e tutto il sangue lasciato alle notti. Con i miei cent’anni di solitudine e il mio toccarti il corpo celebrandoti qui e ora. Con questi sgomenti secchi di razionalità e con questi patemi puri di libertà. Con questo contestare un po’ tutto e con questo rigenerare i nostri sogni vinti. Con queste poche evasioni da noi aguzzini di noi stessi, al ritrovarci stesi su una perdizione da cui non vogliamo tornare. Con l’usura quotidiana di prediche e rotture di coglioni e con la solita pratica di resistenza. Con le firme da mettere e le case che vengono giù, con i bambini con la mitragliatrice e la birra amara che mandi giù nuotandoci in compagnia. Con il profilo facebook dell’ultima arrivata e le fusa del gatto che sa di vivere tra suppellettili. Con la punta delle scarpe ai bordi del pozzo e con una vertigine di tersità. Con un pianto nascosto ed uno intrattenuto, col tuo culo che armonizza l’universo e il mio tarlo di possederlo. Con tutto questo frastuono velenoso dei reality e la nostra piccola casa ch’è il bancone. Con le ossessioni della chiesa e la nostra famiglia disfunzionale al pub. Con la fibra ottica e i vecchi ai cantieri, col mare dentro e i tuoi capelli al vento a dirmi che pure la mia ombra ti desidera. Con un ingiusto funerale da superare e la rabbia da smaltire con un negroni e un coraggio da donna. Con certi inceppamenti psicologici e la caldaia rotta, con gli amici da salvare e i manifesti da leggere di nuove relazioni. Con gli altri che si sposano e tu che non sai dove andare. Con la sola cosa che più di tutto conta per te e gli altri che non l’accettano. Con quella meravigliosa voglia di franarle addosso e la paura di un rifiuto. Con la Poesia solamente la Poesia per sempre la Poesia e ancora la Poesia. Con i fatti di cronaca nera e corsi e ricorsi storici. Con le abrasioni all’anima per i rimpianti e la clessidra che scorre mentre ti rovini la festa da solo. Con l’amore che prendi e quello che dai mentre fuori è buio. Con l’anima fragile ed il piscio sui marciapiedi, con la preghiera degli ipocriti e le rose da regalare, con le regole infrante e i racconti da assaporare. Con i crepuscoli marini che salvano i matti, con i presagi e le necessità che indossi nei tuoi sguardi bordati di sconclusionate scelte. Con le stazioni consumate di concitazioni e il mascara in borsa. Con la voglia matta di impazzire e il centro di gravità. Con palpitanti silenzi nell’impero dei sensi, con mancate vicende, con le strade sempre ciarliere e con il frantumarsi di fasi lunari.

Con tutto questo ed altro ancora ci trasciniamo ostinandoci a respirare. Non è poi così tragico e nemmeno così unico. La differenza sta in quale vestito ci mettiamo. Se l’abito da gran galà o il pigiama da malato terminale. La vita è un letto dove saltare come i bambini, spartirsi coppe di champagne in giochi di fragole e panna, toccarsi per esplorare, starsi addosso per replicare alla morte sempre di ronda, per esistere.

Quindi adesso con o senza il vostro permesso mi spoglio. E aspetto. Anche se non posso promettervi niente se non delle parole tentate, un tozzo di incanto, uno sconfinare perpetuo dentro di noi o il mio circo permanente nel sabba della Poesia.

Mi basta guardare il mare.

Nudo come me.

P.

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