La verità

Un azzardo libero, un’idea di sorpresa. Parlo dell’atto di buttarsi a piedi nudi nel parco. Sarebbe bello, adesso, tagliare l’aria gelida della sera saltellando scalzi in piazza o, comunque, fuori le mura. Disobbedire alla segnaletica, demolire regole, eventualmente rinascere. Una stronzata, ovviamente, e con l’effetto, ridicolo, di un paio di pugni dati contro questo clima trafitto di luminarie.

Ma sì, certo che sarebbe bello lo stesso spiazzare la piazza, modulare frequenze di esplicazioni improvvisate, zappare bestemmie ubriacandoci contro le unità corporee presenti. Sarebbe un declamare, un veleggiare sopra il finale di una fioritura, sarebbe possedere dimenticanze, impossessarsi dei limiti degli altri custodendo incoscienze.

Io credo ancora in questo teatro dell’assurdo che è la vita. Credo che lo si può mettere in musica, che la forza primitiva della poesia non si è estinta, che l’amore, quello giocato ai dadi, sia l’unico per cui valga la pena amare, farsi amare e peggiorare la propria condizione. Io credo ancora che, quando esci di casa, puoi incontrare il cambiamento. Io credo ancora nel conflitto, nel dialogo, nelle intransigenze etiche e nelle comprensioni.

Io credo che, a me, la Poesia pesa tremendamente. E che, a volte, la devo ammortizzare con trecento birre e due pocce grandi che mi fissino come la luna.

Il 2017 si avvia verso il decesso. Ci siamo tutti rotti il cazzo delle sue fasi alterne. E stiamo a fare dei bilanci. Tutto normale e patetico. Ma invece di farci domande cerchiamo garanzie. Invece di sbeffeggiare il potente, bulleggiamo il povero. Invece di sperare nelle api, le uccidiamo con lo spry. Invece di perdere per aver provato a vincere, ci attrezziamo per pareggiare.

Manca poco al natale, che ora, da adulti, è diventato un secondo lavoro stagionale. Prima era solo magia. Un po’ come la neve che da piccoli era auspicio, adesso è supplizio.

Invece sarebbe bello se adesso scendesse forte una nevicata perpetua, se ci fosse un blackout per ripensare il mondo. Se un amore qualsiasi si vestisse finalmente di coraggio. Se alzando gli occhi riscoprissimo il non senso di tutto.

I giorni ci sono passati taglienti come spade. Le notti ci hanno consumato in amplesso col tempo. Il mondo che ci hanno lasciato ci ha riservato sconforti. Il natale arriva sempre a ribadirci certi conti da pagare. Così è la vita.

Ma ne esistono tante altre, di vite: almeno tutte quelle che non proviamo mai a vivere.

P.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...