Cospirando speranze

Spero per voi che impazzirete. Che vi troverete un destino rumoroso di libertà. Un futuro trasparente quanto il gioco del sogno. Spero non lascerete in eredità dogmi fallibili o rimpianti. Mi auguro avrete un miracolato sfondo di bellezza, una cornucopia di ricordi d’amore, una luna ancora da contemplare. Spero che abbandonerete ogni sciocca saggezza, i finti rimedi sentimentali, la vostra insopportabile voglia di ordine. Spero che perderete la superficialità di ogni cerimonia, che non troverete più differenze tra umani, che non perdonerete questa vita, che vi rivolgerete alla leggerezza lambendola, che ostruirete ogni arteria del pregiudizio. Spero che canterete a memoria la bontà della follia, che conterete i minuti passati in compassionevole benevolenza. Mi auguro di vedervi cadere, inciampare in qualche abbraccio servito ad aprire il paradiso. Spero che sarete notizie di cinema pieni, di controversie cessate, di lucidi insegnamenti da un dolore. Spero che cambierete tutto, spaccherete tutto, sconvolgerete tutto, incontrerete mani, fiorirete rose, ucciderete soluzioni facili, sarete il preludio alla fantasia. Spero vi pioverete poesie, girerete valzer, conoscerete giovinezze, sfonderete lentezze, rallegrerete gli ultimi, avvicenderete progetti, smalizierete entusiasmi, raggiungerete apici di sconcezze. Mi auguro vi masturberete, suonerete jazz, abbatterete muri, tralascerete esigenze, succhierete la polpa dell’estasi. Mi auguro non lascerete indietro un bicchiere, non piangerete inutilmente, non chinerete mai più il capo, non declinerete leccornie, non leggerete Moccia, non riporrete fiducia nei capi-popolo. Spero piscerete all’aperto, proporrete suggestioni, acconcerete ricci di nuvole, vi ricorderete di santificare lo sperma. Spero aprirete le finestre e mangerete moscerini, cucinerete piccante, commetterete peccati, vi affratellerete agli alberi, busserete alla porta della costruzione di un amore. Spero isserete altari di ingenuità, praticherete pantomime alla arlecchino, spero consumerete paradisi artificiali, morderete fragole e panna, farete surf sull’orizzonte, vi distruggerete di incanti. Spero crollerete di meraviglie, goderete di vertigini, intuirete mescolanze, obbligherete il mare come sanno fare le sirene. Spero finirete in abissi d’immensità, frugherete il sangue nelle vene, spargerete saliva di baci, annetterete gli uomini difficili, quelli che hanno personalità affascinante. Spero disobbedirete, spero rientrerete tardi a casa, spero riavrete i venti anni, spero musicherete i tramonti, scuoterete gli allocchi, abbronzerete il sole, terrete con voi il mutismo poetico dei lampioni al molo. Spero cercherete l’introvabile, tratterrete respiri da innamorati, spero vi scapiglierete.

Mi auguro narrerete di rivalse e resilienza, vi incapriccerete, sarete disadattati, sarete evasi, sarete esiliati, sarete rinnegati, sarete pecora nera. Spero sarete oriente ed occidente, nord e sud, vento e immutabilità, baldorie e tenerezze. Spero eviterete le file, spero rinnegherete i numeri, abbasserete le urla, vi ferirete di lussureggianti stelle. Spero chiederete sapere, naufragherete in malinconie di artista, riderete, berrete ve la spasserete, vi perderete. Spero vi darete la mano, non farete cerchi perfetti, diffiderete delle icone plastiche, indottrinerete alla volontà di trasalire, scherzerete ai funerali, caldeggerete l’eros, concluderete cose sconclusionate, conoscerete persone e non gente, sbriciolerete loghi, laverete via i servi di partito, getterete sassi alla finestra dell’innamorata, patrocinerete amicizie, squarcerete aurore boreali, vi ammalerete di perdizioni, non ascolterete razionalità. Spero non nasconderete l’oro della dignità, spero appenderete al chiodo il fregarsi degli altri, vi torcerete di sentimenti, vi corroderete di avventure, vi dimissionerete da voi stessi.

Tutto questo spero, tutto questo essere o non essere, tutto questo utopico deragliare. Tutto questo schiantarsi dentro al cosmo. Tutto questo iniziare per non perire. Un nuovo giorno, dosi di felicità, ossigeno.

Tutto questo ergersi poesia. Perché la poesia è il bondage dell’anima. E se non ti fai male non sei mai stato qui.

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P.

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